Incauta magia del mentre

Oltre il metasimbolo

(foto e poesie)

 

Alcune poesie di questo libro sono state selezionate e premiate dall'Academie Européenne des Arts.

Inoltre sono state tradotte in francese e saranno esposte nell'ambito di una mostra multidisciplinare a Parigi

ed. Kairòs, 2012


Incauta magia del mentre

Ad assopire…

Intorno sussurri e lamenti

Frammentano la dilatata quiete

                  E’ di spighe il silenzio

                  Dorato mistero di preghiera

E quale piena di strali il limite

                  Più non divide

                  Più non fugge

                   Ora

                           La notte

                                   Impera

E prima quale dopo

A passo lento annebbia

                   Non un attimo si spiega

                   Estesa proporzione di non tempo

Tenue la coppa transita

Ed io traccio tra riti frugali

Il tempo d’esser uomo

 

Tra tanto ripudiar rimane un pianto
Ancora non esploso a divorarmi

 

Oltre il confine dei venti

Dove la pietra intagliata dagli antichi

Ora contempla la pochezza umana

Mentre tra i capelli si tesseva l’aria

E dai suoni l’impetuoso divenire

                                  Delineava il suo passo

Ti ho pensato

Ora più che mai vedo quanto ho penato

Credendo l’amore possibile

E quanto ancora ne inseguo i riflessi

E vedo come nelle ombre ho bagnato il desiderio

Tra il cortese profumo della terra

Ed il fragore del mare…..

             E il tuo volto appare femmineo

             A nutrire un altro sogno.



Premendo intendimento
Un fragile di donna
Annoverato ha il pianto
Ed ora libagione
Affranca solitudo
Son io me stesso?
Attendo…. E sempre attendo

 

In questo contraffatto silenzio

si anima e trasuda leggera

ad offrirsi quale nuovo sacrificio

mentre imbrunisce il nostro dileguarsi….

             non era altro che d’affanno

             prescelto rifugio

No,

tra esequie attesa declinando l’attimo ultimo

si contrae futura

e si danna d’esser colta prima della fine stessa

             lei

             l’attesa ignara

             sognando allegorica stizza

             cade

             ed ama dallo sguardo la sua assenza

Non il tuo volto….

             Le tue mani tracciano 

            derubando grate

             propositi ignoti

per poi nello stinto serale

premere una nube sul tuo seno

             ove non trasmigra

             ove non scende

             pena né delirio

                      ma persistente

                                        ama

Non il tuo sguardo….

            Ma spargendosi il torvo, affine ricordo

            Che ride in simiglianza

                                       Di sorrisi.

 

Allegoria del poco ci rimane
E funebre riparo
Se fingere vivendo allegoria del sogno
Che dipanata sperde
E non rimane

Anche cosparsa in carne 

                      L’ansia mia

È traspirante amore atteso

                      Prosegue

                      Quasi opposto il tempo

                     E il suo richiamo

                     Di passi vitalizi

Amarti allora

Predato dissapore e sangue e sogno

Ma tenue

E teso filo unendo

Possa volerci insieme

 

Laddove il morire dell’uomo

Al passo degli attimi s’inventa

Mille poesie divampano

A morire nel fuoco.

Noi

Che viviamo il soffio della morte

Nel fugace ritroviamo l’ansia

Di scoprire

Che anche il minimo soffio di vento

Mai si ripete…..

…..continua… 

e il ticchettìo risolve ogni speranza

in questa scalza notte

felpate idee sorvegliano

qualora illudermi volessi

che ancora esiste Dio

 

quiete d’intanto si dilata

mentre apostata palpito

denso e buio

mi trangugia

 

ch’io mi perda e non travisi

quanto ancor resta sconosciuto

a far di vita semina

perenne