N. PARDINI: LETTURA DI "CAPTALOONA" DI C. FIORENTINI

 

 

 

 

 

 

Un romanzo zeppo, folto, ammiccante, generoso le cui pagine rivelano la maturità ispirativa e creativa di Claudio Fiorentini. Tanti personaggi che ruotano attorno ad un filo conduttore: l’ambizione di correggere le malefatte di una società piena di magagne a causa di personaggi loschi e senza scrupoli. Il tutto in una scrittura pulita ed arrivante, in una scrittura fatta a posta per comunicare sensazioni ed esplosioni intimo-allusive in maniera parabolica, ironica, reale e surreale, scatenate da una visione effervescente ed utopistica trasferita nella città di Captaloona; è là che individui strani si mettono nel capo di concretizzare un  progetto straordinario, fuori dal comune, se si considerano comuni le grandi pecche che commettono i nostri amministratori nel risolvere problemi all’apparenza tanto semplici : fattorini malati di call-center adiction, operatori col complesso degli specchi, architetti con segreti nell’anima, sessuologhe con assistenti transessuali stupende, boss, assessori corrotti.  E quello che avvince e che stupisce è il mélange fra quotidiano e onirico in un percorso di  perspicua sapidità disvelatrice. In un percorso di polisemica significanza che tanto vuole simboleggiare, alla fin fine, quella tragicommedia che ogni giorno viviamo. E dove i fatti, le scene, i dialoghi sono vòlti a concretizzare la psicologia dei personaggi E’ proprio in questo che l’Autore si mostra di una vivacità rappresentativa stupefacente. Personaggi dal nome strano, improbabile, ma di una vicinanza tale alle nostre vicissitudini, alle sottrazioni della società che abbiamo di fronte, da creare un gioco di ossimoriche dicotomie dal sapore poetico;  tanto che ci viene facile riportare a memoria scene di umoristica melanconia calviniana, tipo contraddizioni  marcovaldiane; ed è così che le rocambolesche contorsioni dell’autore nel creare, e soprattutto nel voler delineare la realtà sognando, o nell’inventare il sogno constatando, si fanno oggetto di trascinamento, di sorpresa e di curiosità per il lettore, il quale viene invogliato a sfogliare il testo pagina dopo pagina. E il tutto per seguire le mosse del personaggio principale, tale Marc Mullet, che dopo un’assenza da Captaloona, riesce ad avere, da parte dell’amministrazione della sua città, l’accettazione a partecipare a un paio di gare d’appalto. Ma non tocca al critico svelare le trame, dacché il suo compito è quello di trarre considerazioni di pretto carattere letterario, formale e compositivo. Un romanzo, quindi, in cui l’Autore sembra disperdersi nei tanti rivoli in cui si dipana la trama. Ma che, al contrario, fa confluire in un fiume dagli argini prosodici e contenutistici ben robusti e ben saldi da configurarsi, alla fine, in un ensemble compatto, organico, e apodittico. Un andare ironico e non di rado umoristico, ma anche spietato nel ritrarre attori umili e frustrati, risucchiati e spersonalizzati da un mondo che tutto spazza via come un grande mantice. Quindi in questa narrazione, dai risvolti da vero thriller, dove tutto gioca a porre l’attenzione su un potere gestito da politici in malafede, ogni lettore può leggere la storia, o meglio quella di un’attualità per niente edificante che l’uomo contemporaneo sta vivendo. Ed è da qui che Fiorentini, pur sognando o ironizzando, ci spiattella una verità deprimente con un sarcastico sorriso sulle labbra. Il fatto è che ce la presenta con un linguismo tutto suo, fatto di rattenute, e slanci iperbolici, di invenzioni lessico foniche, e combinazioni ora paratattiche ora ipotattiche, ma pur sempre con una scrittura nuova e celinianamente innovativa. E non è facile trovare una lingua adatta a completare tanta energia emotiva. Tanta urgenza di dire e creare. Un fluire in cui prevalgono sequenze dialogico-esplicative e narrative su quelle descrittive. Ma pur sempre sequenze di una narratologia che contribuiscono con il loro potere significante a rimarcare il ruolo potenziale-introspettivo dei tanti attori della rappresentazione. Sì, più che di descrizione psicologica qui si tratta di analisi, di vera analisi psicologica, dacché non è l’autore a dirci o a incanalarci direttamente verso i diversi caratteri, ma sono i fatti, i dialoghi, i rapporti interpersonali, le vicende a fotografare le intimità più nascoste degli interpreti di questo audace e originale romanzo.  Dove troviamo l’anima a tutto tondo di Fiorentini: il pensiero filosofico civile, politico-laico, economico, sociale, etico ed estetico spiattellato nelle varie situazioni. Come lo si può trovare in tutte le altre sue opere, comprese le poesie. Ognuna contribuisce in maniera determinante a rilevarne i vari aspetti. Quelli di uno scrittore polivalente, plurale, pieno di interessi riversati in molteplici spazi artistici e che, in definitiva,  si coagulano nel manifesto “Il Bandolo” che rappresenta la sua principale ambizione programmatica, il sogno di una produzione artistica pulita, vera, svincolata da sovrastrutture che ne condizionino la resa: niente epigonismi, niente egocentrismi, nessuna competizione  che va a scapito del messaggio letterario, e a vantaggio di case editrici che giocano sull’ingenuità di autori disposti a pagare fior di quattrini per pubblicazioni spesso inutili;  e, soprattutto, rivalutazione del valore creativo tramite la collaborazione  contro lo strapotere degli editori così detti “grandi”. Princìpi che fuoriescono dalle pagine di questo romanzo, utopistico, se si vuole, ma pur sempre esemplificativo di un saldo connubio fra creatività, unione di intenti, e originalità; eliminazione, dunque, di inutili protagonismi, egotismi o narcisismi. Sta qui la coerenza del pensiero dell’Autore. Certamente non scrive per dimostrare, ma dimostra scrivendo sotto l’input di una spontaneità che si fa fiume inarrestabile vòlto a sottrarre la bellezza agli annichilenti artigli del tempo, e alle stolture di una società in declino. 

Ora, a voi la lettura, dacché vale di più saper leggere che saper giudicare.

   

 

Nazario Pardini

 

 

http://nazariopardini.blogspot.it/2014/11/n-pardini-lettura-di-captaloona-di-c.html