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Li tempi Moderni

 

                     I

 

Iersera me telefona n’amico

Che nun icontro proprio quasi mai

Dice: “pronto caro, come stai?”

“Sto bene, grazie. E tu?” je dico.

 

“Te sto a chiama’ co’ ‘n cellulare fico:

ci ha er video e li giochetti.” Dico: “e vai!”

“M’o so’ comprato proprio ieri, sai?

‘n’offerta prepagata. E mo me sbrigo

 

ché ci ho ‘na tacca su la batteria

e devo da provallo ar bar de Remo”

Dico “Da Remo se vedemo”

 

“T’hai da sbriga’, che la tecnologgia

cammina a piè veloce e nun aspetta

che l’omo ce se abbitua senza fretta”

 

                      II

 

Così, onde evitare delusioni

Annai da Remo pe’ vede’ l’oggetto

Curioso de vede’ quanto fa effetto

A fasse belli co’ l’innovazioni.

 

E quanno arivo, tra li curiosoni

Te vedo quell’amico che t’ho detto

Che mette bene in mostra quer confetto

Dicenno “costa solo du’ mijoni”

 

“Ci ha l’internette, er video, la treggì

È più potente pure der piccì”

Io me lo guardo e me viene da di’:

 

“Ma senti, ma ce poi telefona’?”

Lui me risponde: “boh, credo, me sa!”

Questo è er mistero d’a modernità.

 

28 aprile 2003

 

 

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