Claudio FIORENTINI
In questa sezione parlerò di musica, di libri, di cinema e di idee d'ogni tipo. Chi lo desidera, può inviare il proprio contributo per email.
Sto leggendo I Fratelli Karamazof, e mi chiedo come ha fatto quel genio a scrivere un libro così lungo, così bello, così omogeneo, così profondo... insomma... dai grandi s'è tanto da imparare!
Tra gli autori emergenti che, come me, cercano lettori, ne segnalo tre. Meritano molta attenzione e di sicuro si parlerà molto di loro nei prossimi anni: Lidia Mali (Maggioli) con il suo Salto della rondine (Ibiskos), Mario Fioriti con Odiulac (Il Filo) e Davide Bertolini, poeta con il suo Spettro d'Albero (montedit).
Quando ho cominciato a leggere Il giovane Holden, è morto Salinger. Combinazione strana. Quell'uomo era un genio. Sì, l'opera rappresentra un momento di apertura a un modo di scrivere molto parlato, colloquiale e geniale; i personaggi sono drammaticamente veri e squallidamente poveri, privi di valori. Si tratta senza dubbio di un libro che abbatte barriere d'ipocrisia... fulminante, come molti lo hanno definito. Solo nelle pagine centrali ho un po' dubitato del valore dell'opera, mi chiedevo che voleva dire. Ma poi, a 3/4 del percorso, mi sono ricreduto, ed ho ritrovato quel sogno che mi era sfuggito dalle mani.
Gogol è tra i più grandi scrittori della storia. Il suo Le anime morte, un incompiuto, è tra le più belle letture in assoluto.
Edoardo Mendoza, un autore spagnolo contemporaneo che raccomando vivamente. i suoi romanzi sono assurdi e surreali, e divertenti da matti, pur essendo profondi. Se ne avete la curiosità, iniziate a leggere i suoi lavori da Nessuna notizia di Gurb.
E cosa dire di Baricco? Tutti lo conoscono, ma se dovessi raccomanadare un suo romanzo, non avrei esitazioni, segnalerei prima Castelli di rabbia, poi gli altri.
Il mio amico Paolo Maccioni, nel suo Scrittori à la carte, fa la parodia di 15 scrittori sardi di nascita o d'adozione. E' un portento se letto ad alta voce da un attore. E' divertente e culinario, parla di ricette, ma non è un manuale di gastronomia. Paolo è un artista nel suo vivere, ma lui non lo sa. Molto bello l'ultimo del Maccioni, Buenos Aires troppo tardi.
Un disco imperdibile: Musica Nuda 55/21, con la voce di Petra Magoni, edito dalla blue note: Solo voce e contrabasso, con rari interventi di piano e chitarra... Per gli audiofili il vinile è d'obbligo!
Nouvelle Cuisine è un gruppo strano, fa jazz, rock, folk... boh! Il loro Mozart Revisited è un disco straordinario, divertente, gioioso... una rivisitazione imperdibile del Flauto Magico. Raccomando vivamente!
Ho scoperto un gruppo musicale a Roma, suonano quasi sempre in strada, si chiamano Funkallisto. Fanno una sorta di Funk/Jazz di vitalità estrema. Cercateli sul web. Raccomando di seguire la loro crescita. Sono strepitosi!
Di Enrico Rava cercate L'Opéra va o Rava plays Rava. Bellissimi!
La sinfonia fantastica di Berlioz diretta da Osawa. Mi raccomando... se la trovate... ancora meglio in vinile Deutsche Grammophon... Questo disco è da non perdere.
Ho visto l'Elias di Mendelsohn all'Auditorium di Roma diretto da Kurt Masur... circa due ore di meraviglia... ma questa non è musica da ascoltare in casa, no... questa musica solo dal vivo!
ASSOLUTAMENTE FANTASTICO! le sinfonie di Beethoven dirette da Riccardo Chailly, un cofanetto da poco pubblicato dalla Decca, grande editore. Da non perdere!
E' un film muto, per giunta è in bianco e nero... quanto di più anacronistico oggi si possa fare, ma è uno dei più bei film che ho visto: The artist. Credo che sia da annoverare tra le opere più geniali degli ultimi anni, e non parlatemi di 3D.
Va bene, parliamo di 3D, ma solo perché ho visto Pina di Wim Wenders. Arte, arte, arte... nient'altro. Pina Bausch sta alla danza come Fellini sta al cinema... e Wenders l'ha capito.
Le nevi del kilimanjaro, se ne parla poco, è distribuito in pochissimi cinema, ma è un film che fa bene all'anima.
Non ho per niente amato The tree of life, forse se tagliassero 30 minuti di eruzione e fuoco e se il doppiaggio fosse più energico andrebbe meglio, ma perché da molti viene considerato un capolavoro?
Il Concerto, di Radu Mihaileanu. Il film è fresco, bello e sano, parla di musica, di amore per la musica, e chiaramente si tratta di musica classica. Estrapolandola dalla solennità che spesso le attribuiamo, la musica che emerge dal film è umana, pur elevando l'umano a livelli sublimi. Una bella sorpresa, bella storia, tanta ironia, molto divertimento e tanta, tanta bella musica! Era ora che ci fosse un film così.
Il Grande sogno è bellissimo. Grande regia, grandi interpretazioni, grande film che narra un pezzo di storia come Pasolini lo raccontava. Bellissimo, da non perdere
I miei riferimenti sono Rossellini, Fellini, Scola... C'eravamo tanto amati, Gente di Roma, La cena e La famiglia sono di Scola, e sono tra i più bei film di sempre. Di Fellini adoro Prova d'orchestra, Roma, Ginger e Fred... e che dire di Satyricon... e chi più ne ha più ne metta... Di Rossellini è il più bel film nella storia del cinema mondiale, Roma città aperta dove Anna Magnani ed Aldo Fabrizi inventano l'eroismo, l'amore, la passione... questi sono veri film...
La grande guerra, di Monicelli, con Gassman e Sordi che raccontano l'italiano furbacchione, profittatore, ingenuo, eroe... bellissimo film! Monicelli di recente ci ha deliziati con Le rose del deserto. Poi è morto ancora giovane, nonostante i suoi 95 anni.
Tra i contemporanei cito Marco Tullio Giordana, ma non tutto di lui. I cento passi, che è la struggente storia di Peppino Impastato, è senza dubbio tra i più bei film degli ultimi decenni.
Parliamo dei francesi, e allora per me il massimo è Bolero di Lelouch, un affresco della guerra e del dopoguerra dove tutti si incontrano per la danza e per la musica... Poi cito Kieslowski, che comunque non è tanto francese... La doppia vita di Veronica e Film Rosso sono dei film poetici. La musica che accompagna quei film è un ingrediente fondamentale... film d'arte, non c'è altro da dire.
Se poi parliamo dei grandi a livello mndiale, certamente devo citare Chaplin. Il gran dittatore e Un re a New York sono dei capolavori folgoranti.
Dei contemporanei mi piace Inarritu: con 21 grammi e Babel sta dando lustro al cinema americano, ma lui è messicano. Al confornto di questi due brilla Biutiful, un bel film, ma privo della magia misteriosa degli altri due.
Che dire poi di 12, un grandissimo film russo, rivisitazione di un lavoro americano degli anni 50. Un film teatrale, tutto succede in una palestra, adibita a camera di consiglio di una giuria...
Il film italiano che più mi ha colpito recentemente è Si può fare, la storia di una scalcinata cooperativa di fuorisciti dai manicomi che si scoprono creativi grazie ad un sindacalista ribelle. Il film è gioioso, divertente, sentimentale e sensuale... magistralmente interpretato, ben diretto e molto ben scritto... Bravi tutti!
Se solo ci fosse unpo' meno videodipendenza in Italia, forse le cose andrebbero meglio!
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