Claudio FIORENTINI
Il libro
Da Comunque Uomo
“execreiton in pectore”
(1992, ELLEMME editore)

Né ho bevuto sul greto dell’infida
Né tantomeno ne ho scorto il lugubrio
All’imbrunita quiete
Tra selci inesprimenti
Ho pianto.
Il quando non trattiene ….fugge….
Hezebel atrittico trigamico
Ha l’anima tetragona
Iscrive esperendo
Quale silenzio e quale pudore Criptofante cratoressia
Immane riducesi atempore
È d’albe irosa quiete
Aria atlantica prima ostica
Ora alitare divino
E sul mio volto a scalfire nuove rughe
Non trovo desiderio che conosca il dove
Non apro destino che comprenda
Io volo
E quanto in una notte scompare
Così emana rattristato e traspira alieno il tempo
Per forse soffrire la morte dell’intanto
