Claudio FIORENTINI

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Sono nato nel 1959 in una Roma provinciale e ignorante. Basti pensare che per scoprire le bellezze della mia città, a 12 anni sono emigrato in Messico dove qualcuno me l'ha raccontata. Ci sono rimasto 10 anni in Messico, e più che frequentare l'università con miseri risultati, me ne andavo a zonzo nei dintorni della città, peraltro bellissimi, oppure mi trastullavo con la chitarra e con il mio amore incompreso per il blues. Nel 1981 sono tornato in Italia ed ho vissuto come straniero in patria per un bel po', fino a quando mi sono trovato un lavoro serio. Ed è stato proprio il mio lavoro a portarmi in diversi paesi ed a farmi vivere esperienze a volte controverse ed a volte meravigliose, ricche dei contrasti del mondo. Nel 1996 ho di nuovo lasciato l'Italia per andare a vivere in Francia, e da lì in Marocco. Ma poi arriva il momento in cui ci si ferma, complice la famiglia, e dal 2001 sono a Roma, città che ora conosco ed amo profondamente. Oltre questo, ho cominciato a dipingere a seguito di un sogno, ho scritto romanzi annotando i miei sogni, ho scritto poesie sognando di trascendere me stesso. Credo che occorra essere fedeli ai sogni. Per questo ora sono qui, e spero di esserci ancora per un bel po'.

 

Altro? Sì. Sono amante della buona musica ed un collezionista medio che predilige il buon vecchio disco in vinile. Rimpiango di non saper cantare e di essere solo un EX chitarrista che tanti anni fa ha scritto qualche (non meritevole) canzone. Se sapessi cantare, mi piacerebbe dare del filo da torcere a Carl Anderson; se potessi ricominciare da capo, imparerei a suonare il contabasso con Ray Brown; se potessi scegliere tra classica e jazz, studierei classica per suonare jazz; se potessi viaggiare nel tempo andrei nel futuro perché nel passato ormai è inutile andarci se non puoi cambiarlo... e se potessi trasformarmi in animale avrei difficoltà a scegliere tra il più pigro, il più libero o il più pulito.

 

Credo nel pacifismo, nell'ambientalismo e nell'incontro tra i popoli. Mi chiedo perché non compro una rosa all'ambulante che me l'ha appena offerta, e a volte parlo con la gente per strada... e sorrido. Ma sono anche un po' frivolo ed amo la buona cucina, le comodità, e passo le ore ad ascoltare i miei dischi con un impianto degno di recensione (ben vengano i contatti con appassionati e audiofili).

 

 

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